giovedì 12 dicembre 2013

Estate a Cefalù



Di Cefalù, Angelo Culotta in "Il paese di dentro" scrive: 
"Da qualunque parte vi si giunga, e in qualsiasi condizione di tempo e di spirito, quando davanti agli occhi si disegna il suo profilo, è difficile non provare un piccolo sussulto di emozione e di piacere".
E' verissimo: quando appare la rocca e subito dopo l'abitato, con le case che si affacciano sul mare, il cuore palpita innegabilmente. Tanto più se è estate, con i suoi colori brillanti, e tanto più se la nostra predisposizione d'animo è la leggerezza, tipica della vacanza estiva.
Tuttavia, l'ho già detto nel post precedente: l'estate non è la stagione che prediligo per Cefalù (troppa confusione, troppo traffico, troppo poco spazio per il pensiero), eppure devo ammettere che le estati che ho passato qui sono state le più belle della mia vita.
Estati dalle giornate lunghe che parevano non finire mai, estati di amici e di risate, estati di mare, di sole, di allegria. 
Sì, è vero: l'anima del paese si assopisce un po' col solleone estivo, si confonde negli schiamazzi dei bagnanti, si intimidisce di fronte al raddoppio della popolazione del paesino, si stinge nella luce accecante delle giornate d'agosto. 
Ma, l'estate a Cefalù resta un'estate allegra, dinamica, intensa. Un'estate felice.
Dal mio libro, "Il tempo della casa del pino", eccone un brano a proposito:
"Qui si era felici, e quando si è troppo felici ci si addormenta subito la notte, beatamente, e il giorno la gioia ci assorbe totalmente, sicché i pensieri si fanno lenti e lunghi. Tutto si dilata come le calde e vaghe giornate d'estate. E la mente colleziona ricordi. Di quelli che non cerchi ma ti restano impressi da soli".

Panorama dalla spiaggia di Cefalù
Come non ricordare, ad esempio, la trasparenza del mare. Nei giorni in cui è calmo, a diversi metri dalla riva è ancora possibile vedere il fondale. La luce si infrange nell'acqua, creando bei riflessi tremolanti sulla sabbia, sotto la superficie del mare. La vista si perde nell'azzurro, ogni tanto intervallato da qualche scoglio, che pare messo lì apposta per il turista, tale è l'armonia con cui madre natura ha composto questo tratto di mare. 
La spiaggia è sabbiosa e, da qui, si gode un pittoresco panorama sul paese.

Promontorio di Santa Lucia
Chi invece non ama la sabbia o non apprezza il lungomare con i lidi, eccessivamente affollati, può recarsi nelle zone scogliose. Ad esempio, il promontorio di Santa Lucia, che chiude la lunga spiaggia del paese, offre la possibilità di accomodarsi sulle rocce e fare snorkeling tra scogli e grotte marine ricche di fauna.



Il mare è certamente la principale attrazione nelle giornate estive. Ma per chi avesse voglia di fare una passeggiata all'interno del paese molte sono le possibilità, come già ho spiegato nel post precedente: Corso Ruggero, Via Vittorio Emanuele, Via Bordonaro e tutte le viuzze intorno, disposte a spina di pesce, garantiscono una visita all'insegna dell'arte, dell'artigianato e della gastronomia. In estate, provate i gelati nei gusti tipicamente siciliani: cassata, gelso, mandorla, anguria, pistacchio. Se siete veramente golosi potete ordinare la brioche: una sorta di panino dolce, morbidissimo, spaccato in due e farcito a dismisura di gelato. Naturalmente una validissima alternativa sono anche le granite: limone, mandorla e gelsi, le mie preferite.
E, una volta appagato il gusto, appagate la vista lasciandovi sedurre dal profilo del Duomo attorniato dalle bouganville fucsia.

Duomo di Cefalù


Se la vostra passeggiata vi condurrà al Bastione, potrete ammirare la bellissima terrazza sul mare, in realtà fortificazione militare costruita nel 1645. Qui si ha la sensazione di essere sospesi sul mare. Circondati. E, tanto è affascinante nelle giornate di mare calmo, in cui la vista può spaziare beata nella distesa blu, tanto più è affascinante con le mareggiate. Quando il mare è mosso, infatti, da qui pare di partecipare alla forza stessa della natura. Si è circondati dalle onde. Così vicine. Si respira l'odore forte del mare in tempesta. Si ammira la luce che si infrange nell'acqua in movimento. E si ha la sensazione di esser parte della natura. Di partecipare all'anima del mare.

Il Bastione


E infine, dopo una lunga giornata, ecco scendere la sera. Porta refrigerio dalla calura estiva. Porta serenità d'animo. Il profilo della rocca si stempera nell'arancio tra cielo e mare. Si sente il respiro della terra che riprende fiato.


Poi il cielo si fa blu elettrico e preannuncia la notte. Viene voglia di viverla. 


Potete cenare fuori, frequentare uno dei tanti locali che animano la movida estiva cefaludese, passeggiare sul corso, sul lungomare.
Io, personalmente, quello che amo di più nelle sere estive è ritrovarmi con gli amici, quelli veri, a chiacchierare e respirare la notte. E' il momento in cui l'anima del paese, soffocata durante la giornata frenetica, riemerge, prima timidamente e poi prepotentemente, mano mano che le ore diventano piccole. 

In una di queste notti estive, provate a sedervi al molo. L'acqua gorgoglia delicatamente, la luna illumina il profilo della rocca e delle case dei pescatori, una barchetta ondeggia sull'acqua. Calma. Qualcuno fa il bagno di notte. Riaffiora il fascino antico di Cefalù. E si respira un momento di eterno. Questo momento. Uguale nei secoli.

Oppure andate al Bastione. Se di giorno è bello, di notte lo è ancora di più. 
Gecchi Zito, in "Cara Sveva", così lo descrive:
"Le notti serene d'agosto, alla luce delle stelle, tante stelle, come fantasmi amavamo conversare con frasi smozzicare, impressioni accennate, opinioni e pensieri appena sussurrati, detti e confidati forse soltanto a noi stessi".
E:
 "Con i gomiti poggiati sul muro che permetteva di affacciarsi sul vuoto e sul mare era agevole pensare e sognare, parlare di cose grandi, di progetti, di speranze. Talvolta si restava soli con il mare e con il cielo sopra di noi".
E ancora:
 "La notte, solo oscurità, mare da indovinare, la voce di esso in basso, il raggio del faro che spacca le tenebre sotto la volta immensa delle nubi o delle stelle". 

"Cara Sveva" è un testo della prima metà del novecento, eppure ancora attualissimo. I sentimenti di chi vive la notte immaginando il mare nell'oscurità, o discutendo o sognando, sono ancora quelli. 
Per quando mi riguarda, queste notti passate all'aperto, con gli amici e il mare, anch'esso amico, sono l'anima più vera dell'estate a Cefalù. Sono la sua essenza.

Vi lascio con un brano, tratto dal mio "Il tempo della casa del pino", dove le descrivo, le notti estive:
"Inseguire la luce fino ad arrendersi alla sera e poi stare ancora svegli fino a che la notte non sia piccola, fino a che l'aria non sia così rinfrescata da esserci quasi freddo, e aspettare allora che sorga di nuovo il sole. Aspettare che ricominci un altro lunghissimo giorno, proprio l'attimo prima di essere sazi della notte di tregua, magica e silenziosa, che scompare con il primo chiarore e sembra allora non essere mai realmente esistita".
E giorno dopo giorno, notte dopo notte, godetevela, questa estate.
Presto sarà autunno...



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